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Subito sorse il problema dell’indipendenza economica, culminata nella nazionalizzazione del petrolio e nel conflitto con la Gran Bretagna (1950-51). La vittoria ottenuta dal primo ministro M.H. Mussadeq (1951/53) con l’estromissione degli inglesi apriva nuove possibilità. Nel 1953 con la caduta di Mussadeq finì una grave crisi politica generata dal contrasto tra lo scià e il primo ministro.
Grazie all’aiuto degli Stati Uniti lo scià Mohammad Reza cominciò così ad assumere un ruolo sempre più attivo nell’amministrazione dello stato, così l’Iran fu posto in condizioni di superare le gravi difficoltà finanziarie, in seguito migliorate grazie agli introiti derivanti dal petrolio. In quell’epoca l’Iran aveva senza dubbio un orientamento decisamente filo-occidentale.
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Nel 1977 si verificò una crescita del movimento di opposizione al regime, la cui direzione venne rapidamente conquistata dai religiosi sciiti dell’Ayatollah Khomeini che, a seguito della sua attività di opposizione era stato precedentemente arrestato ed espulso. Rifugiatosi in Francia, continuò a produrre discorsi che poi faceva pervenire nel suo Paese, a sostegno di coloro lottavano contro il regime dispotico dei Pahlevi.
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